Lun, 28/06/2010 - 06:01
incidente di percorso o progetto congeniato
di Germano Zanzi
Un caso in cui, al giorno d'oggi, bisogna iniziare con una premessa: a Pomigliano ha vinto (fino al giorno dello svolgimento del referendum) la coercizione e il ricatto sul bene primario di ogni essere umano raziocinante, il lavoro e la sopravivenza. Il giorno della lettura del risultato, invece, si capisce che ha vinto una resistenza operaia ininmaginabile con una dignità che ha sorpreso perfino il “padrone”.Solo con Il 62% del consenso (consenso a cosa? Al diritto al lavoro o all'aut-aut di Marchionne). Questa quantità di consenso va bene per fare un governo ma è poco per avviare una strategia aziendale che ha bisogno di grande impegno e responsabilità condivise.
Lun, 28/06/2010 - 05:46
di Elisa Migliaccio
«La recessione è finita», sentenzia la Confindustria ma intanto la disoccupazione sale al 9,1% e di qui al 2011 è prevista la perdita di altri 250000 posti di lavoro.
Il Presidente della Confindustria attacca la CGIL e si domanda contro chi sciopera la CGIL dato che la manovra era necessaria e ci è
Mer, 23/06/2010 - 18:18
di Franco Astengo
I lavoratori di Pomigliano hanno votato e le urne hanno fornito il loro responso: quello di un equilibrio tra il "no" ed il "sì" più ravvicinato del previsto; i fautori del plebiscito escono, riteniamo, abbastanza sconcertati ed un risultato di questo tipo non può semplicisticamente essere attribuito alla presenza di residue "sacche" estremistiche.
Lun, 21/06/2010 - 05:53
di Alfiero Grandi
Pomigliano. La Fiat ha agito con spregiudicata durezza e ha messo sul tavolo un ricatto verso i sindacati e i lavoratori: o si accettano le condizioni della Fiat o lo stabilimento, e quindi l’occupazione, non ha futuro.Purtroppo il ricatto è scattato, i sindacati si sono divisi, il Governo si è schierato con la Fiat, ancora una volta si è arrivati ad un accordo separato. Nel pacchetto dell’Azienda c’è un drastico peggioramento delle condizioni di lavoro, una lesione del diritto di sciopero, fino ad investire quanto previsto dalla Costituzione, la malattia diventa fonte di sospetto assenteismo anche per chi è veramente malato.
Mer, 16/06/2010 - 05:33
Una proposta per reagire all’indecenza dell’aumento dell’età pensionabile delle donne
di Marisa Nicchi
Con l’alibi della crisi finanziaria si affonda il coltello per colpire chi non ha alcuna responsabilità di essa e tuttavia ne soffrirà tutte le conseguenze. Così si alza l'età pensionabile delle donne subito per le dipendenti pubbliche, poi prevedibilmente per le altre.E’ inaccettabile, da respingere con tutte le forze. Per una ragione semplice: non si può essere obbligate dallo Stato