Noi compagne e compagni del XII Municipio di Roma
1) Riteniamo indispensabile la costituzione di un nuovo partito della sinistra italiana.
2) Lo riteniamo una necessità per la sinistra, una necessità per il centro-sinistra, una necessità per la democrazia italiana.
3) Chiediamo perciò che l’Assemblea nazionale prevista a Roma il 19 e 20 dicembre 2009 apra il processo costituente del nuovo partito. Senza gli equivoci e senza le ambiguità che hanno caratterizzato il periodo che va dalla drammatica sconfitta di Sinistra Arcobaleno al fallimento di Sinistra e Libertà.
4) È per noi evidente che l’esperienza di Sinistra e Libertà è conclusa. Il mancato raggiungimento del quorum alle Europee, la defezione dei Verdi e poi dei Socialisti ha portato al collasso un esperimento che non è mai stato altro che un cartello elettorale e non ha mai raggiunto il rango di un compiuto progetto politico, condiviso convintamente dai contraenti dello stesso.
5) Per questo occorre un nuovo nome, nuovi simboli, impegni chiari.
6) Quanto accaduto prima all’Ambra Jovinelli poi a Bagnoli non deve più accadere. Non deve più accadere che di fronte ad una platea di compagne e compagni che chiedevano a viva voce un nuovo partito della sinistra, un gruppo dirigente chiuso e autoreferenziale, portatore di un progetto stipulato dal notaio invece che davanti al corpo dei militanti e anzi contrario alle istanze della base e alle esigenze del Paese, imponesse conclusioni che si sono rivelate sbagliate, miopi e fallimentari.
8) Deve essere chiaro che perché si possa andare avanti deve esserci fra di noi un patto originario e impegnativo, costituente anch’esso. Un accordo preliminare fra uomini e donne uniti da ideali e passioni, da sete di giustizia e di libertà. Un patto in cui la democrazia non sia solo una parola o un strumento della polemica contro gli altri, ma che valga in primis e in maniera cogente nei rapporto fra di noi.
9) La battaglia per la democrazia è una nostra battaglia. Il partito della democrazia vogliamo essere noi. Nella doppia accezione: difesa delle istituzioni della democrazia dagli attacchi della destra e una vita interna alla sinistra caratterizzata da partecipazione e trasparenza, ma anche da radicamento territoriale e autonomia dei circoli.
10) Centralità del lavoro, diritti sociali e politici, laicità, insieme alla difesa della democrazia repubblicana, della Costituzione e dell’antifascismo debbono costituire l’asse di una nuova strategia. In un tempo in cui l’iniquità della globalizzazione e la crisi della finanziarizzazione dell’economia rendono urgente una nuova critica del capitalismo, è decisivo imporre una nuova agenda: qualità contro quantità, nuovi stili di vita più sostenibili socialmente ed ambientalmente, diritti del lavoro e lotta allo sfruttamento, nuovo modello di sviluppo, relazioni internazionali basate sulla giustizia e la pace, difesa dell’ambiente e lotta al nucleare (sicuramente quello proposto da Berlusconi costoso, pericoloso, già tecnologicamente obsoleto).
11) Per questo tra i caratteri costitutivi del nuovo partito dovrà esserci, insieme a democrazia e lavoro anche il socialismo, perché il socialismo indica, oggi più che mai, la possibilità di trasformare l’esistente, il diritto alla critica e alla liberazione da vincoli, pregiudizi, ingiustizie, come da vecchie corporazioni e soprattutto dal potere mafioso e dalla grande criminalità. Ma sarà importante anche tenere presenti e apprezzare le nuove culture critiche, le istanze dei movimenti che negli ultimi anni si son battuti contro la globalizzazione e per la pace.
12) L’Europa è il nostro orizzonte più prossimo di vita e di sviluppo. L’Internazionale socialista come la Sinistra europea sono interlocutori naturali, con i quali stabilire rapporti organici di confronto e lavoro.
Per questo noi compagne e compagni del XII Municipio di Roma chiediamo
13) Che il nuovo partito, che ci piacerebbe si chiamasse “Sinistra” o “Sinistra italiana”, abbia una sua precisa connotazione, consapevoli che la storia non inizia oggi, che noi ci sentiamo figli di una tradizione ultracentenaria di lotte per la libertà, la pace, i diritti, la giustizia. Comunisti, socialisti, femministe, ambientalisti, lavoratori, giovani, intellettuali, ma anche le culture critiche e il cattolicesimo sociale e democratico interessati a disagio in un mondo che cambia ma troppo spesso in peggio, dovranno sentirsi a casa loro in questo partito.
14) Che al partito si aderisca su base individuale, tutti i movimenti o associazioni che hanno a qualunque titolo interagito con l’esperienza di Sinistra e Libertà dovranno essere sciolti al momento dell’avvio della fase costituente. Il criterio che regola la vita interna del partito dovrà essere “una testa un voto”, senza ‘quote’ o ‘diritti di tribuna’, semplicemente perché non ce ne sarà bisogno; tutti sono eguali, tutti soci fondatori, tutti con lo stesso diritto di elettorato passivo e attivo. Solo il criterio del tendenziale riequilibrio e pari opportunità di chances fra i generi dovrà essere perseguito sistematicamente e considerato un plusvalore reale rispetto a tutti gli altri partiti presenti sulla scena politica italiana.
15) Che una particolare attenzione venga riservata alla selezione e al controllo democratico sull’operato dei gruppi dirigenti. Proprio per evitare gli errori di cui sopra, andranno fissate non solo regole trasparenti per il momento dell’elezione, ma anche modalità come la revoca di dirigenti ed eletti o la pubblicità dei lavori degli stessi organi dirigenti, così che siano garantite al tempo stesso l’autorevolezza della decisione e la sua produzione secondo modalità autenticamente democratiche. Per questo siamo contrari alle primarie, assolutamente per quanto riguarda la vita interna al partito. Noi abbiamo un’altra idea di democrazia. Non plebiscitaria, non di semplice investitura dei dirigenti e dei candidati. Se si accetta la logica delle primarie si è già perso. L’alternativa è nella partecipazione consapevole e informata, nel voto libero e segreto, nella possibilità di intervento reale nella formazione delle decisioni, in un controllo trasparente dell’attività dei dirigenti e degli eletti.
16) Il nuovo partito della sinistra deve poi nascere intorno a due obiettivi strategici fondamentali: contribuire ad un rinnovato progetto politico di centro-sinistra, di governo ma anche di trasformazione dell’esistente; battere Berlusconi e la destra italiana che si rivela ogni giorno di più pericolosa per la democrazia, coacervo delle forze peggiori del Paese non capace e non degna di garantire un futuro adeguato all’Italia del secondo decennio del XXI secolo. Ogni ipotesi di unità a sinistra, per non ripetere il disastro di Sinistra Arcobaleno, deve essere fra soggetti che accettino un necessario rinnovamento ideale e programmatico, disposti ad una politica in cui la radicalità non vada distinta dalla disponibilità all’impegno e all’assunzione di responsabilità.
17) Certo deve essere che noi accetteremo solo un centro-sinistra con il “trattino”, dove cioè i contraenti dovranno essere esplicitamente due: un centro democratico disposto ad una politica di governo che sia anche di trasformazione; una sinistra forte, con un peculiare profilo di autonomia, organizzazione, cultura politica, progetto e promozione della laicità e dei diritti.
Nei punti alti della sua storia, che hanno coinciso con i punti alti dell’Italia moderna, la sinistra è stata all’altezza delle sfide e delle responsabilità. Un nuovo tempo della sinistra è possibile e necessario.
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Completamente d'accordo. Si
Completamente d'accordo. Si potrebbe prendere questo documento e saltare a piedi pari l'assemblea prossima.