IL GOVERNO DEL CAMBIAMENTO, I DS E L’ULIVO - Documento di adesione alla Mozione Mussi dei giovani della federazione di Brescia

Viviamo un tempo complicato, un tempo caratterizzato dalle incertezze e dai cambiamenti, e proprio per questo denso di sfide per la politica e per la sinistra.

Vorremmo che il IV congresso dei Democratici di Sinistra parlasse di questo.

Parlasse delle vicende della contemporaneità, della sfida ambientale, delle nuove dinamiche economiche in un mondo globalizzato, delle nostre società, delle nostre città e dei nostri paesi.

Vorremmo che tutto il nostro partito fosse impegnato in una profonda riflessione su sé stesso, sul suo essere il partito della sinistra riformista, europea, di governo nel nostro paese.

Lo vorremmo, ma temiamo che il prossimo congresso sarà solo un referendum tra chi è favorevole all’uscita dal campo autonomo della sinistra per fondersi con la Margherita (perché di questo si tratta) e chi, come noi, non lo vuole.

Mai come oggi la politica è vissuta con distacco, indifferenza, talvolta ostilità da larga parte della società. Alla politica si chiede chiarezza, coerenza di comportamenti, moderazione nella propria esibizione di sé. Alla politica oggi si chiede di rinnovare la propria dimensione (gergale, rituale, organizzativa, comunicativa) e di darsi un nuovo modo di parlare alla società e di interpretarne le istanze.

Ma alla politica si chiede anche un nuovo slancio ideale, un orizzonte largo, che vada oltre la gestione del quotidiano, e che sappia governare la complessità della nostra modernità.

Noi pensiamo che oggi in Italia la prima sfida dei DS sia quella di un governo del cambiamento.

Avere tra le mani la possibilità di dare quella svolta tanto invocata nei 5 anni di opposizione non va sprecata. Soprattutto pensando alle giovani generazioni.
Un Governo, quindi, che riduca il precariato nel mondo del lavoro che rende impossibile per molti di noi immaginare un futuro; che introduca con decisione il tema della meritocrazia spesso negata dalle strettoie imposte da una società ingessata da ordini professionali, baronie e rendite di posizione; che dia spazio a quel rinnovamento generazionale di cui si avverte la necessita in tutti i campi del vivere civile.

È per questo che, proprio in questa fase, vediamo con preoccupazione un nuovo elemento di forte fibrillazione interna ai due principali partiti della coalizione di governo.
Oggi non c’è proprio bisogno di aprire questa lunga e inevitabilmente travagliata discussione sull’ennesimo cambiamento del nostro partito.
Ai nostri compagni, tutti, vorremmo dire che questo non sarà l’ennesimo passaggio di rinnovamento dalle esperienze storiche della sinistra italiana; anche se questo congresso non scioglierà oggi i DS, darà però il mandato al gruppo dirigente di fondere i DS con la Margherita entro 18/24 mesi.

Questa è la posta in palio.

Una posta che va oltre noi, e che toglierebbe ad uno dei Paesi più importanti dell’Unione Europea un’autonoma presenza politica che si colloca nel Partito del socialismo europeo. Il PSE è una grande casa, con molte stanze, dove trovano spazio partiti e realtà di diversa natura: fra questi anche partiti come il New Labour che si sono profondamente rinnovati, sia dal punto di vista politico che organizzativo, ma che mai hanno pensato di allontanarsene.

Noi pensiamo che in Italia, finalmente, dovremmo investire lavoro, fatica, elaborazione nel rendere compiutamente il nostro partito il luogo dove tutti coloro che si riconoscono nell’esperienza del socialismo, declinato in tutte le sue sfaccettature come in Europa, possano trovare casa.

Ed al contempo, lavorare perché – nell’ambito dell’Unione di centro-sinistra – non venga disperso quello straordinario patrimonio politico, ma anche simbolico ed evocativo, rappresentato dall’Ulivo.

L’Ulivo è percepito ancora oggi nel Paese come lo spazio dove i riformismi, le esperienze di governo, le biografie si incontrano in modo fecondo, senza annullarsi. Questo è il senso, la “ragione sociale” dell’Ulivo. Renderlo invece un partito, il Partito democratico, restringendone inoltre il perimetro originario del 1996, ne modifica profondamente la sua natura coalittiva, la vocazione di essere soggetto politico di alleanze in un sistema elettorale maggioritario.
L’Ulivo deve rimanere un’occasione di cooperazione rafforzata tra tutti coloro che si riconoscono nella sua esperienza storica più ampia e che vogliono lavorare affinché il governo sia sempre più il governo del cambiamento.
E che vogliono impegnarsi, infine, per rinnovare davvero la politica, i partiti, i gruppi dirigenti, il loro ruolo nella società.

A Brescia, ma vorremmo fosse così tutta Italia, lavoriamo affinché il congresso non sia una conta dei sì e dei no, ma ragioni sul futuro del nostro Partito e del suo ruolo nella società italiana.

La nostra adesione e la nostra crescita nei DS è avvenuta riconoscendoci pienamente in un progetto politico moderno e di sinistra ed è poi proseguita dentro un percorso di gestione unitaria dei DS a Brescia che abbiamo ritenuto, e riteniamo per il futuro, uno straordinario valore aggiunto per tutto il partito.
Da ultimo, pensiamo che la recente vicenda del Governo induca ad una pausa di riflessione: pertanto ci parrebbe opportuna una sospensione dell’iter congressuale, almeno fino a quando la situazione politica generale non sarà più chiara.

Primi firmatari:

Matteo Belloni – Segreteria prov. DS
Michele Bondoni – Segreteria cittadina DS
Gianluca Del Barba – Direttivo prov. DS
Beppe Leone – Direzione prov. DS
Marco Santina – già Segretario prov. Sg
Giacomo Arrighini – Segretario Sg Alto Garda
Marco Bonati – Sg Montichiari
Francesca Butturini – Segreteria prov. Sg
Giovanni Cadioli – Segreteria prov. Sg
Silvio Carnassale – Segretario Sg Desenzano
Elisa D’Adda – Sg Brescia
Sandra Foletti – Segreteria cittadina DS
Tommaso Gaglia – Segretario Sg Urago Mella
Angelo Garda – DS Orzivecchi
Matteo Lecchi – Presidente Sg Valle Camonica
Maurizio “Gino” Morandini – Segretario Sg Valle Camonica
Sara Palmieri – Sg, medico tirocinante
Francesca Parmigiani – Segreteria cittadina DS


donna di denari