La cattiva novella di Bertone

di Alessandro Zan

Gio, 15/04/2010 - 06:00

L’intervento del segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone, che si è spinto a sostenere un collegamento tra omosessualità e pedofilia, costituisce un episodio grave e pericoloso. Tra le numerosissime critiche piovute su Bertone, coglie nel segno la presa di posizione del Ministero degli Esterni francese, che ha tenuto a ribadire, condannando l’episodio, il costante impegno della Francia nella lotta contro la discriminazione e il pregiudizio legato all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

E’ proprio questo il punto: le parole di Bertone, nella loro inconsistenza quanto a contenuto, ma nella loro malsana suggestione, che evoca un accostamento massimalista e profondamente sbagliato, invitano ad una sorta di crociata contro il “diverso”, accostando e accomunando una patologia criminogena (la pedofilia) ad un fisiologico orientamento sessuale (l’omosessualità).

In questo modo, Bertone non solo commette un macroscopico errore di valutazione, dimostrando una sorprendente ignoranza delle questioni in gioco, ma solleva il velo su di un problema sempre presente sullo sfondo del dibattito che involge le relazioni tra la sfera ecclesiale e quella civile, ma che rimane, talvolta, coperto da una sorta di ipocrisia silenziosa: la questione del rispetto, da parte delle gerarchie ecclesiastiche, delle libertà e della dignità delle persone, di tutte le persone, quali che ne siano gli orientamenti, le convinzioni, i costumi.

Associando l’omosessualità alla pedofilia Bertone, sostanzialmente, calunnia gli omosessuali, svergognandone, ad un tempo, l’identità. Avvicinata ad una perversione patologica, l’omosessualità viene contrabbandata per patologia e perversione a sua volta, secondo una dinamica che si svela ad un tempo vile, insidiosa e violenta.

E’ una dinamica vile, perché volta – è evidente – ad una patetica forma di difesa della gerarchia vaticana dall’incredibile scandalo, che sta sotto gli occhi di tutti, relativo agli abusi sessuali su minori e bambini da parte di prelati cattolici. Non sfugga che se Bertone avesse meglio ponderato le sue incaute esternazioni, avrebbe tra l’altro evitato la possibilità che l’accostamento da lui ipotizzato possa essere interpretato nel senso di una grave defaillance della curia anche con riguardo all’altro termine del binomio, vale a dire quello dell’omosessualità. Riproponendo, in tutta la sua gravità, il problema relativo al celibato degli ecclesiastici, al di fuori della patologia in cui Bertone vorrebbe relegare l’identità gay.

E’ una dinamica insidiosa, perché espressione di una vocazione discriminatoria, potenzialmente destinata ad espandersi (fino a dove?), che si auspicava fosse stata superata anche dalla più rigida delle gerarchie; e che impressiona se fatta propria da uno dei più alti esponenti di una organizzazione religiosa che dell’uguaglianza e del rispetto dovrebbe fare un punto centrale del proprio apostolato.

E’, da ultimo, una dinamica violenta perché dimostra la propensione della gerarchia vaticana a difendersi con qualunque mezzo dalle gravi accuse di omertà (se non peggio) che da più parti vengono rivolte e di cui si incomincia a intravedere la documentazione. Pronta a tutto, la curia insorge evocando paragoni sconvenienti ed ingiuriosi (quello con l’olocausto), evocando complotti (una presunta macchinazione sionista, non lontana dalle accuse che un tempo muovevano i nazionalsocialisti), offendendo la dignità delle persone con paragoni quali quello evocato da Bertone. Come se associare una perversione ad una caratteristica potesse portare a considerare il mondo affetto da una serie di marciumi tali da nascondere, nel loro complessivo degrado, le malefatte di chi era chiamato a garantire l’integrità dei fanciulli, a denunciare gli abusi, a stare insomma, senza se e senza ma, dalla parte dei deboli e di una ragione che nessun cardinale Bertone potrà mettere seriamente in discussione, con argomenti che oltre ad un ovvio stupore destano il più sentito sdegno non solo della comunità omosessuale, ma di tutte le persone che credono nell’uguaglianza, nel rispetto dei diritti e delle identità, in una parola, nella civiltà.


lettera aperta a Claudio

lettera aperta a Claudio Fava,
Caro Claudio
ho letto con sorpresa e delusione la tua lettera di convocazione del Consiglio Nazionale il prossimo 24 Aprile.
l'odg è: LIQUIDAZIONE DI SD.
Io penso che non sia questo l'Organismo che deve decidere lo scioglimento di SD dentro SEL. Io credo che debba essere l'Assemblea Nazionale dei delegati di Chianciano a dover discutere la tua proposta e decidere di conseguenza.
Mi pare questo ungiuesto e semplice atto di democrazia formale e sostanziale.
Si vuole costruire una Sinistra nuova e democratica in Italia e si usano metodi vecchi o gli stessi metodi di chi abbiamo a suo tempo criticato, quando siamo usciti dai DS o gli stessi metodi che usa Berlusconi con il suo PDL che fa nascere i partiti dal predellino...
Sciogliere in questo modo, una Comunita' che tanto ha dato al tentativo di far nascere una Nuova Sinistra di Governo in Italia,( e SEL non ci sarebbe senza SD),a me sembra una sorta di suicidio politico per alcune ragioni:
1) Non e' vero che l'obiettivo ch ci eravamo assegnati di unificare tutta la sinistra creando un secondo polo a sinistra del PD sia stato quasi raggiunto.
Se non ricordo male veniamo da tre pesantissime sconfitte consecutive, non siamo rappresentati nel Parlamento Europeo nè in quello italiano a sinistra del PD sono nati e ci sono una miriade di partitini (a parte Italia dei Valori-ma non e' sinistra-)ed ora sulle macerie di quelli vogliamo far nascere un altro partitino.
2) non mi pare ci sia nessun atto e nessuna volonta' dimostrata ,a parte la nostra,da parte di MPS ,Ecologisti, e UlS di sciogliersi cosi' in fretta come propone SD e le recentissime elezioni regionali lo confermano.
3) Si sta aprendo in tutto il centrosinistra (finalmente dopo tanti anni)una seria riflessione sul perchè di tante sconfitte,lo stesso Vendola chiede di rimescolare le carte e parla di SEL come oggetto e non
com nuovo soggetto politico, viene rinviato il congresso di SEl che doveva tenersi ora e voi decidete di liquidare in questo modo SD con una riunione del CN convocata in fretta e furia, senza stare davvero dentro questo dibattito.
Caro Claudio, in questo modo io credo che "il contributo di passione e rigore di migliaia di compagnie compagne..." (molti dei quali propri o per la mancanza di prospettive ed i continui rinvii sulle decisioni di direzione del ns. Movimento di SD, e parte dei quali approdati in lidi piu' sicuri)),come tu scrivi nella lettera di convocazione, rischia di chiudere un'esperienza che non portera' tutte l forze ancora in campo dentro SEL.
Io credo invece che proprio per rispetto di tutti noi debba essere convocata dopo il CN, l'Assemblea dei Delegati( unici legittimati) che su un preciso odg su: analisi di questa esperienza, di analisi del voto e prospettive di SEL e del centrosinistra discute vota e decide.
Penso - non sono l'unico- che questo deve essere il percorso democratico che ci deve portare a discutere e poi eventualmente a decidere.
Mario Schina
esecutivo romano e regionale SD
delegato SEL


donna di denari