di Raffaele Cimmino*
Lun, 28/07/2008 - 20:41
Dov’è la sinistra? Cos’è oggi la sinistra? Per mesi, dopo la disastrosa sconfitta elettorale, ci siamo lambiccati chiedendoci se in questo paese la sinistra non fosse ormai evaporata del tutto o quasi. La sinistra che eravamo.
Poi, in un giorno di mezza estate, si arriva a Bacoli, e nella villa comunale con una splendida vista sul lago Miseno, una parte dell’antico porto militare romano, vedi tante persone giovani e meno giovani lavorare come matti, grondare sudore, sbuffare e qualche volta imprecare per mettere in piedi la seconda Festa nazionale di Sinistra democratica.
Un militante con i capelli tutti bianchi che rimbrotta il giovane compagno che si prende troppe pause dal lavoro per contemplare il paesaggio – che pure lo merita . Una compagna che trasporta da sola, a braccia, grandi cassette piene di melanzane che poi guarniranno giganteschi panini farciti.
Appunto, dov’è la sinistra?
Si alzano le tende a cono degli stand. Inizia a prendere vita la cucina. Si lucidano gli zipoli che spilleranno la birra. Un giovane ex deputato si arrampica sugli eleganti lampioni in stile liberty per legarci le bandiere rosse, quelle con il simbolo di Sd al centro, naturalmente.
E davanti ad un tramonto incantevole, a pochi metri dalle spiagge affollate di un fine settimana rovente, qualche decina di persone – i rappresentanti territoriali di Sd – si riuniscono con il nuovo coordinatore provinciale per ragionare della prospettiva politica dopo la pausa estiva. Discussione appassionata, rigorosa: si parla di ritorno al territorio, ai luoghi di lavoro, di rapporti a sinistra, e naturalmente si pensa al congresso del Prc a Chianciano. Tutti d’accordo : si va avanti, si torna a fare politica, la migliore politica possibile, per il mezzogiorno, per la sinistra.
Ma non era scomparsa la sinistra?
Neanche il tempo di concedersi una birra, scambiarsi le impressioni dopo la riunione che arriva Fabio Mussi. Sorridente, spigliato, in ottima forma, Fabio si concede ai compagni, scambia impressioni e saluti. Poi sale sul palco. Ed è inarrestabile. Incalzato dal direttore del Corriere del Mezzogiorno, che è molto franco e pungente, non concede nulla: replica, controbatte, articola ragionamenti sintetici ed efficaci, tutto condito con le sue battute che la cadenza toscana rende più sapide per la platea.
Il governo Berlusconi e i diritti calpestati. Il lavoro, mai sotto scacco come adesso. L’efficacia della sinistra, la sua capacità di parlare alla gente. I grandi scenari internazionali, che ci riguardano da vicino perché condizionano e determinano la direzione che prenderà l’Europa. E ancora, la pace e la guerra. La nostra guerra, quella che abbiamo in casa, quella combattuta dalla criminalità organizzata contro tutti noi. La guerra che il governo Berlusconi vorrebbe magari farci dimenticare e che la giovane coordinatrice della Sd di Bacoli ricorda essere presente ovunque, anche nello scenario incantevole di questa cittadina dove si tiene la festa. E, naturalmente, il futuro della sinistra. Di tutto questo parla Fabio Mussi.
Alla fine chi era presente torna a casa con una convinzione : la sinistra italiana non è evaporata ad aprile. La sinistra sono gli uomini e le donne che non si arrendono al presente. Finché sarà così, esisterà la sinistra.
*SD Napoli
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Il nodo che va sciolto è il
Il nodo che va sciolto è il gruppo di appartenenza.
avendo presente, che i comunisti italiani, rifondazione la parte di ferrero costituirà un gruppo proprio.
C'è da sapere cosa fanno. Angius,Intini,Salvi, e rifondazione comunista di vendola.
aderiscono tutti al gruppo Socialista?.
In Italia, anche se per me parlare di soluzione del problema a livello nazionale è riduttivo, certamente è indispensabile dare luogo alla costituente di sinistra.
Per fare questo è necessario che si costruisca dal basso e che gli stati maggiori devono creare le condizioni, aprendosi alla gente sui temi locali che può apparire riduttivo,NON LO E'.
L'autoreferenzialità esistente deve trovare la forza di mettersi in discussione veramente, con umiltà politica e di servizio.
I contenuti ci sono, c'è solo da trovarsi d'accordo su quali ci accomunano.
E da questo che può tornare la sinistra in Italia.
Senza iscritti o pochissimi è un limite che dobbiamo rapidamente superare.
Bisogna diventare operativi e organizzati al meglio e per fare questo necessitano le risorse, senza iscritti e rappresentanti impegnati in cariche che possono portare all'organizzazione finanziamento la politica non la si fà.
Rifondazione ha deciso, c'è
Rifondazione ha deciso, c'è solo da prendere atto che RC e Diliberto se ne vanno per conto proprio.
Le europee del 2009 si avvicinano, la soglia di sbarramento sarà del 3% o forse anche del 5%.
E ora che si fa?