di Marisa Nicchi
Ven, 25/09/2009 - 05:52
Il dibattito politico del nostro paese vive un’inarrestabile regressione. Lo dimostra lo scontro grottesco sull’introduzione della pillola abortiva RU486 che continua a scatenare orientamenti oscurantisti con l’obiettivo di svalutare la libertà delle donne di decidere sul proprio corpo. Così, una maggioranza parlamentare si prende la facoltà di decidere della validità di un farmaco che, al contrario,la comunità scientifica internazionale ha considerato sicuro ed efficace, mentre il maggiore partito dell’opposizione, attraversato da conflitti e smentite, è debole perché confuso. Già dall’estate la decisione dell’Aifa (agenzia italiana del farmaco ) di commercializzare l’uso del farmaco RU486 aveva dato la stura ad un fuoco di esternazioni da parte di molti politici che in nome di una presunta sicurezza attaccavano la possibilità delle donne di esercitare libertà e responsabilità nella vita procreativa. La richiesta dell’ avvio dell'indagine conoscitiva è l’ultimo pretesto per rinviare l’introduzione della Ru 486. Una volgare campagna fondata sulla colpevolizzazione delle donne, sul discredito della professionalità della commissione competente che si è espressa chiaramente sulla sicurezza del farmaco..
Si occulta il fatto che: la Ru 486 è già da molti anni utilizzata con successo in molti paesi occidentali, senza aver mai creato alcun allarme per la salute delle donne; che secondo l’O.M.S nel 98% dei casi il farmaco è efficace e solo nel restante 2% si è reso necessario il ricorso all’intervento chirurgico per completare l’interruzione di gravidanza; che i pochi casi di decessi nel mondo citati dai detrattori del farmaco non sono stati causati dal farmaco in sé, ma da uno scorretto ed inappropriato utilizzo dello stesso, eventualità, quest’ultima, che in Italia dovrebbe essere del tutto scongiurata dalla previsione dell’obbligo di somministrazione ospedaliera. Intanto, molte donne italiane che preferirebbero questa nuova tecnica all'aborto chirurgico sono private del diritto di scelta che le altre donne europee hanno da molti anni. La Ru 486 può essere usata rispettando la procedura della legge 194 infatti, si tratta solo di una tecnica meno invasiva e traumatica per il corpo delle donne, che non annulla certo, eventuali, sofferenze e conflitti emotivi. C’è da chiedersi, perché tanti proclami contro la Ru 486 ed, invece, tanta freddezza sulle realtà di tutte quelle donne clandestine che vivono in Italia costrette, a seguito dell’ultimo decreto sicurezza, a partorire in casa per non rischiare, se si recassero in ospedale, di essere denunciate e di non poter riconoscere i propri figli all’anagrafe? La ru486 da noi continua ad incontrare ostacoli per ragioni politiche condizionate dalle pressioni delle gerarchie ecclesiastiche, dalla volontà del centro destra di riaccreditarsi presso di esse e dalla scarsa forza e dalla debolezza dell’opposizione per le cautele del PD.
E’ paradigmatica di un vuoto della politica italiana: la mancanza di un soggetto politico laico e libertario.
La ragione prima di Sinistra e Libertà. Avanti tutta.
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